IL VIAGGIO DELLA NASCITA

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Quando nasciamo, ognuno di noi si incammina in una avventura di profonda trasformazione fisica, psichica e spirituale.

Dalla condizione di creatura che vive immersa nell’acqua, il bambino passa a quella di terrestre che respira aria e che si confronta con la terra. Questa avventura eroica attraversa diverse fasi, ognuna delle quali presenta problematiche e prove diverse.

William Emerson e Franklyn Sills si sono avvicinati al tema della nascita dal punto di vista del nascituro e delle sue risorse intrinseche. Queste risorse e competenze innate gli permettono di affrontare il suo primo processo formativo e di confrontarsi con la realtà che lo accoglie.

Dopo circa cinquant’anni di osservazione, i ricercatori e i clinici hanno individuato alcune relazioni ricorrenti tra gli eventi traumatici che accadono alla nascita e le loro proiezioni nella vita relazionale. A volte la tendenza è di ricreare l’esatta dinamica del trauma originale, altre volte tendiamo invece a fare il contrario. Oltre a risolvere problemi strutturali e di postura che derivano da compressioni delle ossa del cranio, il lavoro sulla nascita ha un effetto anche sui pattern emotivi che hanno origine nei primi vissuti dell’infante.

Il processo del nascere passa attraverso quattro stadi:

1. Il bambino inizia a discendere attraverso la cavità. Problemi a questo livello, causati per esempio dalla conformazione del bacino, possono avere effetto su come ci relazioniamo allo stress e alla pressione quando non c’è via d’uscita, o su come gestiamo il cambiamento.

2. Il bambino ha bisogno di ruotare la testa per attraversare la piccola pelvi. Deve cioè orientarsi e trovare un bilanciamento. Se per esempio questa fase viene ostacolata la persona può incontrare, in seguito, difficoltà a orientarsi nel mondo, a prendere decisioni, a trovare una direzione.

3. Il bambino naviga fino allo stretto inferiore dell’utero. Temi ricorrenti: come completiamo un progetto, come ci presentiamo nel mondo e come gestiamo la fatica quando siamo sotto pressione.

4. Il bambino è nato e viene accolto. E’ la fase in cui possono essere necessari interventi strumentali, come forcipe e ventosa. Questi due strumenti hanno un forte impatto sulla psicofisiologia. Il bambino non ha potuto completare il percorso, e ha avuto bisogno di qualcuno che lo facesse per lui. Gli altri temi che riguardano questa fase dipendono da come il bambino viene accolto a come si instaura il legame con la mamma. Quello che gli psicoanalisti chiamano il bonding e stile di attaccamento.

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Anurag Stefani Counselor Olistico

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